Archivi categoria: recensioni cinematografi’e

Giupiter (i’ddestino dell’Universo)

Le recensioni cinematografi’e  di macchinadelpopolo:

Giupiter (i’ddestino dell’Universo)

Domenica son ito a vedere un filme che m’incuriosiva e ci sono stato da solo che in casa m’hanno detto “vacci da te che l’è una stronzata universale!”. Meno male che non le scrivono loro le recensioni sennò in tre parole aveano già finito.

A me già invece m’attizzava i’ttitolo, Giupiter, m’è sembrato un bel viatico per gl’amanti della fantascienza.

Il problema è che il filme per una mezzora bòna unn’ha fatto che parla’ di una fringuellina che faceva le pulizie, sfruttata a bestia dallo zio bastardo, e le scene più di sostanza l’erano quelle in cui puliva il cesso.

Poi, all’improvviso, eccoti un alieno, bòno assettato (lo diceano tre donne nella fila sopra la mia), poi un altro alieno, bòno anche questo ma negro (sempre le tre di prima, sì), e poi ancora un altro e poi un altro e poi… basta! Sennò non smetto.

Insomma questi alieni hanno cominciato a cazzottassi  parea il giorno del giudizio chi per proteggere la pulisci cessi, chi per rapirla e portarla al cattivo di turno.

Il fatto gl’è che, so una sega perché, la donnina delle pulizie era la reincarnazione della Regina di un popolo che aveva creato la razza umana da allevare come si fa noi coi polli, per ciucciargli l’essenza del tempo, berla e non invecchiare mai. In più ci son du’ fratelli, uno un trombatore da fantascienza (per dire!), l’altro un paranoico da record de’ mondo. Insomma chi per un motivo chi per un altro la voleano morta. Se non c’avete capito una sega, sappiate nemmen’io.

Ovviamente la cosa certa è che la reincarnazione non muore neppure se t’avessi sodomizzato il regista. Cascavano palazzi dappertutto e questa niente, si salvava sempre.

Alla fine si tromba anche l’alieno bòno, ma quello bianco che il negro mòre. Film razzista, pure.

Effetti speciali incredibili.

Non è un giallo.

Annunci

Lo Obbitte (la battaglia delle cinqu’armate)

hobbit1

Le recensioni cinematografi’he di Macchinadelpopolo

Lo Obbitte (la battaglia delle cinqu’armate)


Ovvia, mi son detto, stasera mi guardo du’ ore di filme pieno di magia ganza, che mi son rotto i coglioni di vede’ morti veri dappertutto. Quindi mi son avviato per la domenica postnatalizia a i’ cine vicino a casa mia dove praticamente s’era data appuntamento un quarto della popolazione mondiale.
Dopo tre ore di fila son riuscito a fare i biglietti e sono entrato nella sala 14 (ma quanti filmi danno al giorno?) dotato di un metro cubo di poppecorn che ovviamente ha retto nella mia mano meno di tre metri, ovvero fino all’urto con piccola bestia (bambina testa di cazzo) che correva gioiosa verso il posto a sedere.
“La maiala di tomà” è l’espressione che mi è rimasta in gola dopo le scuse del padre tatuato e soprattutto muscoloso. Quindi mi son messo a sedere zitto, che è stato meglio.
O godiamoci lo spettacolo!

(riga silente corrispondente alla visione del filme)

Mi verrebbe d’indagare sull’infanzia infelice di Piter Giecson, fargli qualche domandina sul tipo quanti schiaffi gl’ha preso da piccino, oppure se a scuola lo mettevano a novanta gradi e lo frustavano senza mutande. Potrei anche verificare se a casa sua ora da grande vive in stato catatonico da moglie frustrante o se l’hanno mandato a fare in culo anche i parenti più affettuosi. Perché ci sarà un motivo per cui uno fa un fim di du’ ore e quaranta in cui un fanno altro che fa’ guerra al punto che non gli bastava due armate, nemmeno tre, ma ben cinque che sennò il film durava venticinque minuti da quanta gente muore a ogni secondo del filme.
Si tiran delle mazzate che il martello di Thor è quello d’un dilettante e tagliano talmente tante teste che se lo vedono quelli dell’ISIS lo trasmettono nei corsi di formazione.
È vero, ogni tanto ci sono tre o quattro secondi di silenzio (in cui m’addormentavo su quel cazzo di comodissima poltrona da aereo su cui ero seduto), ma poi riprendeva subito il casino con urla di orchi (poco differenti dal parlare che ascolto di questi tempi per strada) brutti come probabilmente la moglie di Giecson; lanci di milioni, ma che dico, miliardi di frecce da parte degli elfi che stanno ancora pagando il leasing all’armaiolo (di si’uro americano); martellate e spadate da parte dei nani che saranno anche nani, ma io con loro a botte un ci farei davvero. Tolto tutto questo, la sceneggiatura è composta di sette parole comprese le parentesi, ovvero: Lo Obbitte (la battaglia delle cinque armate).
Un po’ come ne’ filme del Benigni quando a vedere un porno in un cine di periferia (Mokambo di Grignano, per chi sa) esclama: “tutta trama!”
Fotografia bellissima, effetti speciali straordinari.
A seguire, per pareggiare i conti, consiglio la visione di un documentario su Madre Teresa.

Le criti’he cinematografi’e di Macchinadelpopolo: Toi stori tri

TOY STORY 3

(Stasera m’è toccato vedere un po’ di Toistori tri co’ figlioli di casa, e allora riporto la mi’ allora Critica Costruttiva…)

Oggi s’era di lacrima facile.

Gl’è proprio vero che il mondo cambia rapidamente, tu vai a vedere un cartone animato e tu capisci che invece che per i bimbetti il filme l’hanno fatto per te, babbo (e mamma) testa di cazzo che un tu capisci icchè vòl dire vivere in pace col mondo.

Alla Disnei si vede che lo sanno, perché cianno messo tre anni a fa’ poco meno di du’ore d’animazione per dire una cosa che in cinque minuti se la capisci bene sennò tu vedi che sequela di guerre vien fòri.

E tutto basato su’ balocchi!!!

In effetti unn’ho capito perché come colonna sonora un cianno messo Profumo e Balocchi, sapete quella canzoncina di Luciano Tajoli? Forse perchè Andy, il ragazzino protagonista, un cià la mamma zoccola… si, in effetti a pensarci bene, meglio Cocciante…

Oddio…

Insomma, il filme in tre d detto anche ddd, gliè spettacolare, con questi balocchi che sembrano uscire dallo schermo e la gente con gl’occhialini che allungano le mani per acchiapparli solo per il fatto che un costano nulla.

La storia l’è basata sulla rivelazione che gl’asili son frequentati da bimbetti più stronzi di quelli che fa il mi’ fratello più piccolo d’età, ma non di fisico.  Infatti Vudi, Baz, la Barbi e tutti gli altri  all’ingresso di Endi al colleg dovevano essere messi in soffitta, ma finiscono per sbaglio in una di queste scuole materne americane dove è evidente allevano i serial killer che poi fanno stragi nei colleg (scritto colleg). All’interno della scuola ci son più sale, in una delle quali ci vanno i più piccoli che sono dei massacratori terrificanti di giocattoli. Sguardi satanici, bava alla bocca, parole incomprensibili costringono i poveri giocattoli, speranzosi di aver trovato nuovi bimbi a cui affezionarsi, a buscarne quanto sette ciuchi in Sicilia prima dell’avvento di Ford.

“Ma chi cazzo sono questi???”, “Bastardi fin da piccini!!!”, “la maiala di tomà!!!”, queste le frasi di Baz e compagni tradotti dalla Disnei in “Ahi” “ohi” Uhi” più alla portata di eventuali preti in sala.

Nello scorrere della storia vien fòri un pelusc a forma d’orso col pelo rosa. Ora, capace che dopo l’uscita del filme di questi orsi ne vendino a milioni, ma un orso rosa che profuma di fragole è da rimbambiti. Non per niente è un pelusc stronzissimo per il fatto che la su’ padroncina se l’era dimenticato in un campo durante un picche nicche. Vorrei vedere, capace che quando gliel’hanno regalato l’abbia detto “o che troiaio di regalo vu m’avete fatto?”. Insomma, un sto a raccontarvi tutta la storia di come si son ritrovati tutti a casa di Endi e il pelusc cattivo attaccato a un camion della spazzatura, ma piuttosto vorrei raccontavvi come da ultimo il buon Endi, diciassettenne scoglionato decide di regalare tutti i suoi balocchi a una figliolina  che abita vicino a casa sua.

“Trattameli bene…” gli dice lacrimando Endi. Io pensavo che c’avesse la congiuntivite, ma un cartone con la congiuntivite… mah… infatti mi son voltato e ho visto che anche gli spettatori piangevano. Caspita, un’epidemia di congiuntivite… no, non credo.

“… sono stati sempre con me… specie Vudi… lui è speciale… lui non ti lascia mai da solo… non ti volta mai le spalle…”. In effetti il cau boi non ha mai lasciato i su’ amici, neppure quando son finiti nella discarica. Questi si che sono amici!

Tutt’il filme è un messaggio straordinario all’amicizia, ma qui s’è raggiunto l’apice e giù lacrime sembrava gaiser islandesi al rovescio.

Se si va a fondo a fondo, direi che se si piange così unn’è che ci si sforzi troppo poco a cercarla, l’amicizia?

O piuttosto perchè c’è voluti 10,30 euri per vedere il filme?

Ps: spettacolare storia d’amore tra Barbi e Ken, che quando cammina pare gl’abbia l’emorroidi.

Interstellar

Le critiche cinematografi’e di Macchinadelpopolo:

Interstellar

M’è toccato andarci dassolo a vedere Interstellar.

M’hanno detto che non gli interessava vedere un documentario su Mourinho e il triplete e a essere sinceri ho sospettato che avessero ragione visto come gioca l’Inter adesso e che si trattava di un film di fantascienza.

Mi sono seduto al posto M10 con una bottiglietta d’acqua e 40 grammi di poppecorne ceduti alla modica cifra di 9,5 euri. Abbinati ai 10,5 dell’ingresso posso asserire d’essermi svenato per i prossimi sei mesi.

Il filme gl’iniziato senza che me n’accorgessi perché ci si ritrova in mezzo a un campo di granturco con un tempo da lupi. Soffiava un vento sabbioso che farebbe ricchi i possessori di autolavaggi. Insomma mi pareva il meteo del tempo attuale, invece era proprio il filme. Per farla breve e per farci paura, si capisce che la terra la sta mòrendo e un ci resta che piantare baracca e burattini e trovarsi un altro pianeta.

Il buon Nolan, che non è quello dei caschi, ma uno che si chiama Nolan perché aveva il babbo di cognome Nolan sempre fosse il babbo, c’ha fatto tre ore di cine (almeno per me che l’ho visto tutto, sei minuti per quello di fianco a me che ha russato per tutto il restante tempo). Bravo, eh, effetti speciali fuor dal normale in un via vai di stacchi tra astronavi, buchi neri, buchi bianchi (non voglio farne una questione razzista), mietitrebbiatrici, vecchi fisici rincoglioniti, tempeste di sabbia con la gente che scaracchia per terra come i cinesi, un babbo testa di cazzo che lascia la figlia per andare nell’universo, una figlia testa di cazzo che non capisce che il babbo un ci va certo con la ganza.

Secondo me è un film che costa più di Bale al Real Madrid,  ma fatto davvero bene. C’è tutto: il sentimento (la bambina che a cent’anni dice al babbo che n’ha 124, sapevo che saresti tornato… fatela poco lunga, è di fantascienza), la scienza (un sacco di discorsi tecnici di cui non ho capito una sega), avventura (entrare in un buco nero non è detto sia sempre piacevole…), trama, tecnologia  e fotografia.

Non voglio stare a svelarvi icchè succede (almeno fino a quando un ci va la mi’ figliola e me lo spiega), sappiate solo che se c’andate di lunedì costa tre euro. Questa si, che è un’informazione utile.

Le criti’he cinematografi’he di Macchinadelpopolo: APPE

tumblr_l0eqxgqmio1qzdzcdo1_r1_500

Stasera mi son rivisto Up… quando uscì, fui tra i primi a godermi lo spettacolo e ci scrissi una raffinatissima recensione letta poi da almeno tre persone (una se togliamo la parentela)…. Eccola.

Appe (UP)

I cini d’oggi son ganzi perché, se ripenso a quand’ero ragazzo nel secolo scorso, all’arrivo d’un filme atteso tu facevi file mostruose alla casse e poi tu vedevi il filme in piedi dato che se anche trovavi il posto a sedere arrivava uno di du’ metri per due e ti pigliava per la collottola lanciandoti vicino alla porta de’ gabinetti.

Invece ieri l’altro s’è fatto i biglietti per ieri sera: posti numerati, fila migliore, s’era in nove e tutti vicini. Icchè tu vòi di più?

Appe doveo vedello in tutti i modi, m’avea incuriosito tutta questa preinformazione sulla ganzata del 3D, che poi alla fine significa Divertimento Diventa Desiderio.

E poi veniva presentato come allegro, pieno di battute e di scene esilaranti.

Un tubo!!!

Divertente???

È uno de’ film più malinconici che abbia mai visto, una storia d’amore che gl’ha sciolto i còri di grandi e piccini anche se quest’ultimi un capivano una sega d’icchè succedeva, visto che è certo un filme da persone adulte.

Non solo!

È anche uno degli studi filosofici più avanzati sul tema dell’aMORE.

Con la a minuscola ma maiuscolo tutto il resto.

Dove “Grazie per l’avventura” sarà la frase che resterà stampata nei vostri cuori alla fine del filme e, vedete voi, per molto tempo ancora.

Un stò a dirvi altro, mi premeva solo un farvici rimane’ male se speravate di rotolavvi dal ridere per du’ ore, resta i’ffatto che non dovete perderlo perché tecnicamente è una goduria assoluta.

Con quegl’occhialini a bischero, che sembravo sulla spiaggia a fare il ganzino, mi pareva d’esse’ dentro il filme.

È un viverlo intenso.

Poi, fate icchè vi pare, se un vi tira m’importa una mazza.

P.S.: Prima del filme c’è come al solito un breve cartone, così, per abituarci agli occhialini.

È una storia di nuvole e cicogne. Assolutamente straordinario. Vale da solo il prezzo de’ biglietto (10,5 euro, maremma maiala!!!)